Tarak Ben Ammar nei film: professione produttore
Il Sud «sale» al Nord
1981 // I Predatori dell'Arca Perduta DI Steven Spielberg
«George Lucas era contentissimo delle riprese di Guerre stellari in Tunisia. Soprattutto, la gente come lui o Spielberg amava incontrare un produttore che non facesse dei film come se stesse vendendo pomodori. E che riuscisse a convincerli che c'è un'unità artistica ed economica da creare al di fuori del loro bozzolo.»
«Al suo arrivo, la reazione di Spielberg fu molto americana. Aveva previsto casse piene di cibo americano, videocassette per guardare dei film prima di dormire. La cosa più stupefacente era che aveva attraversato la Tunisia senza accorgersi che era in stato di assedio. Gheddafi aveva appena terminato la sua operazione su Gafsa... Avevo dato ordine che gli si nascondessero tutti i giornali che avrebbero potuto venirgli sottomano... Se avesse saputo la notizia, avrebbe alzato i tacchi e se ne sarebbe andato. Tanto più che il suo entourage era traumatizzato dal rapimento di ostaggi in Iran. Non parlavano d'altro... Ma poi è ripartito contento. Più tardi, all'epoca di Schindler's List, ho rivisto Spielberg. Gli ho raccontato tutto e, naturalmente, ci abbiamo riso sopra.»
1982 // La Traviata DI Franco Zeffirelli
«Ho deciso di produrre un film d'opera anche se non ne sapevo nulla. Avevo un complesso. Amavo questa musica, ma quando si mettevano a cantare... All'epoca, non c'erano i sottotitoli... Ho detto a Franco Zeffirelli: "Voglio produrre un film d'opera per la tua cuoca e per me, per la gente che non andrà mai a teatro, perché costa troppo." Abbiamo fatto La Traviata, il mio più grande successo.»
«Per finanziarlo, sono andato da Gaumont, dalle grandi compagnie... Avevo co-prodotto in modo minoritario I Predatori dell'Arca perduta, ma anche Due ore meno un quarto avanti Cristo. Gaumont mi ha detto: "Lei sa bene, Signor Ben Ammar, che questo non è proprio il suo mondo." Cioè, non faccia la cultura che non comprende. Mi sono molto offeso per questa sua affermazione e mi sono sentito ancora più motivato a farlo.»
«Per me il cinema è un insieme di sensazioni, di emozioni e di spettacoli, piuttosto che un discorso politico, anche se può esserlo. Il che non significa che non si possono divertire le persone anche con le lacrime. È quello che ho fatto con La Traviata, una grande cultura scocciante, trattata in modo spettacolare, emozionale... Da cui si esce dicendosi: "Però, facile l'opera!"»
«Quando Franco Zeffirelli mi ha mostrato le prime stampe, avevo la gola chiusa e le lacrime agli occhi. Uscendo dalla sala di proiezione, mi ha detto che era preoccupato di superare il budget. Gli ho risposto: "Come pensi che possa parlare di denaro adesso, dopo quello che mi hai fatto vedere?"» L’opera costerà 8 milioni di dollari, finanziata dai profitti dei film di Philippe Clair e di Jean Yanne: «La cultura ha bisogno di film commerciali!»
1982 // Due ore meno un quarto avanti Cristo DI Jean Yanne
Fu uno dei tre film francesi più costosi di quell'anno. Il lungometraggio ha richiesto un anno e mezzo di preparazione e quindici settimane di riprese con équipe francesi, italiane e tunisine. Per il film vennero usati 50 tonnellate di scenografie e accessori, 11.000 comparse, 1.500 costumi, 500 parrucche, 800 paia di scarpe... Enorme successo, nel 1982 fu il terzo film ai botteghini, con 4,6 milioni di incassi (dietro E.T. e L'Asso degli assi).
1982 // Plus beau que moi tu meurs DI Philippe Clair
«Ho avuto l'idea di trasformare Aldo Maccione in una grande star. Grazie a L'Avventura è l'avventura di Claude Lelouch e a C'est pas moi, c'est lui di Pierre Richard – girato in Tunisia –, era già una piccola star, ma gli veniva sempre affidato un ruolo secondario. Philippe Clair, invece, veniva rifiutato da tutti i produttori francesi per snobbismo. Ho preso questi due sedicenti talenti di serie Z per fare dei film che sono stati enormi successi commerciali.»
Zitto quando parli! e Plus beau que moi tu meurs, di Philippe Clair con Aldo Maccione, sono commedie popolari che hanno attirato qualcosa come 6 milioni di spettatori in Francia. «I critici mi rimproverano queste scelte. Non gli piace che ci si sporchi le mani con risate a buon mercato! Ma, francamente, abbiamo il diritto di disprezzare i milioni di persone che pagano 9 euro per farsi quattro risate con gli amici? Adante a vedere Giù al nord…»
1984 // Les Cavaliers de l'orage DI Gérard Vergez
«L'avevo scritto per Romy Schneider, che era un'amica, e che è morta nel mio appartamento. Ho ancora qualche riga scritta da lei, entusiasta, sulla sceneggiatura. Questo film era per Gérard Depardieu e Romy. Gérard Klein e Marlène Jobert si sono mostrati all'altezza. È uno dei miei film preferiti.»
1984 // Incompreso – L'ultimo sole DI Jerry Schatzberg
È un remake di Incompreso - Vita col figlio di Luigi Comencini (1967). «In fase di sceneggiatura e di ripresa, abbiamo avuto rapporti esemplari. Nella sceneggiatura, avevamo previsto due fini diverse. Schatzberg mi aveva detto: "Proveremo entrambe, poi tu deciderai." Per contratto e poiché avevo finanziato il film senza l'aiuto delle major, mi aveva ceduto il diritto del montaggio finale. Nella sua versione, il film è stato rifiutato da tutti i distributori americani, che lo trovavano troppo lento, non abbastanza commuovente, deprimente. Con il suo accordo e visto che ne avevo il diritto, ho rimontato il film. Insieme al suo montatore, che era del mio stesso parere. Lui era d'accordo, anche se non voleva inserire la sequenza finale. La MGM ha fatto uscire il film ed è allora che, scontento, si è trincerato dietro il titolo di autore, senza però chiedere che il suo nome venisse tolto dai titoli di testa. Dopo quella volta, comunque, abbiamo riallacciato buoni rapporti.»
1985 // Pirati DI Roman Polanski
Quando Claude Berri consiglia a Tarak Ben Ammar di interessarsi al progetto di Pirati di Roman Polanski, il film era già diventato un kolossal senza però alcun fondamento! Il produttore impiega due anni a riscattare i diritti delle società che hanno investito nell'opera, per una somma di 2 milioni di dollari.
«Non sarà che l'inizio, un primo stadio indispensabile per ripartire a mani vuote... ossia quasi da zero. Ho saputo quasi subito che il budget del film si sarebbe avvicinato ai 30 milioni di dollari, una somma impossibile da coprire da solo o con dei partner europei. La compagnia hollywoodiana Universal, che aveva distribuito con successo La Traviata, si lasciò convincere a finanziare due terzi della produzione. In novembre 1983, colpo di scena: la direzione di Universal cambia e i nuovi padroni decidono di uscire dal gioco. Mi ritrovavo nel mio cantiere navale pieno di gente sotto contratto e 7 milioni di dollari già spesi. Più grave ancora, questo voltafaccia metteva un segno rosso d'infamia su tutto il progetto. Ho deciso di resistere costasse quel che costasse.»
Dino De Laurentiis venne allora in soccorso di Tarak Ben Ammar e anche la compagnia MGM entra nel budget del film, senza dimenticare i finanzieri degli Emirati Arabi. Nel frattempo Jack Nicholson, l'eroe prescelto, abbandona il progetto per non aver raggiunto un accordo finanziario. Walter Matthau è difficile da imporre alla MGM. Ma il film finisce per essere fatto. Negli Stati Uniti è un fallimento. In Europa va un po' meglio (1,5 milioni di incassi in media per paese). Tarak Ben Ammar intenta un'azione legale contro Universal, che vince in appello nel 1994: la giustizia gli concede 16 milioni di dollari di risarcimento danni.
1988 // Toscanini DI Franco Zeffirelli
«Franco Zeffirelli mi dice: "Hai appuntamento con Elizabeth Taylor." Vado a Bel Air, suono, mi fanno entrare. Picasso, Oscar... l'opulenza ovunque! Più passi del tempo in quel salone, più ti senti piccolo. Da importante, diventi improvvisamente il nulla! Dopo quindici minuti, mi portano da Liz in piscina. Indossavo un abito e faceva un caldo terribile. Lei era sdraiata, con un vestito "ti vedo non ti vedo", un cappello, gli occhiali... Se li toglie e mi fa: "Young man" – a quel punto mi sento già un verme! Tento di venderle la mia roba. E lei mi risponde: "Ok, però ho un prezzo: un milione di dollari." Mi coglie di sorpresa. Naturalmente le dico subito di sì, sapevo che questo era il prezzo. Liz era un'amica deliziosa, che mi copriva di regali. La regia del ricevimento era straordinaria. Questo aneddoto vale la pena di essere raccontato, il film meno!»